Vita Cristiana

Pubblicato il 6 Maggio 2024 | di Alessandro Bongiorno

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La preziosa occasione della visita al Papa dei vescovi siciliani

Non si è ancora spenta l’eco della Visita ad limina dei vescovi siciliani che hanno avuto modo di presentare al Papa le sfide pastorali, le opportunità e le criticità che affliggono la nostra terra ma anche i progetti futuri e le soluzioni concrete che possano aiutare la Chiesa a proseguire nella sua missione di evangelizzazione e di carità. Il Papa ha toccato temi come l’immigrazione, l’accoglienza, la denatalità, lo spopolamento, ma anche questioni di grande attualità e impatto sociale, come i problemi della mancanza di legalità e della mafia. Si è parlato anche del sostegno ai giovani nella fede e della tendenza da parte loro a lasciare l’isola: «Abbiamo parlato dei problemi dello spopolamento, perché dalla nostra isola si va via, purtroppo», ha dichiarato monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della conferenza episcopale siciliana. Nel corso del lungo incontro, definito da tutti cordiale e familiare, i vescovi siciliani hanno presentato al Papa la propria Diocesi.

«È stato un colloquio molto cordiale e il Papa, anche se affaticato, si è soffermato due ore e mezza con noi mostrando grande disponibilità» ha detto il vescovo monsignor Giuseppe La Placa al termine dell’incontro. Il vescovo ha avuto l’opportunità di presentare brevemente la Diocesi di Ragusa e ricordare come sia la più giovane in Italia, avviandosi a celebrare i suoi 75 anni di fondazione e i 70 di autonomia. Monsignor La Placa, salutando il Papa, gli ha anche rinnovato l’invito a essere presente a Ragusa, il prossimo anno, in occasione del Giubileo per i 75 anni della fondazione della Diocesi. «Il Papa – ha detto il vescovo – ha risposto con un sorriso e che con un “vedremo, vedremo”. Sappiamo che la sua agenda deve tener conto delle sue condizioni di salute e sappiamo bene che non sarà possibile vederlo a Ragusa il prossimo anno ma la sua preghiera e la sua attenzione sono certo che ci accompagneranno sempre».

Durante l’udienza, il vescovo ha anche formulato al Papa una domanda specifica relativa a quelle persone e a quelle coppie che si trovano, per il diritto canonico, in una condizione di irregolarità. Monsignor La Placa, in particolare, ha chiesto se, in determinati casi, fosse possibile ammettere come madrine e come padrini chi si trova in queste condizioni. «Il Papa – ha riassunto il vescovo al termine dell’udienza – non ha risposto in modo diretto ma ha fatto un cenno di assenso con la mano e, poi, nel corso del suo intervento ha parlato di accoglienza verso chi vive situazione di sofferenza, di accompagnare senza condannare, di operare sempre il giusto discernimento e di tenere sempre presente la Misericordia di Dio».

La Visita ad limina è poi proseguita con i vescovi siciliani impegnati negli incontri con i Dicasteri della Curia romana e con la Segreteria di Stato. Hanno anche avuto modo di celebrare e pregare insieme sulle tombe degli apostoli e celebrato i Vespri nella chiesa di Santa Maria Odigitria, detta dei Siciliani.

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Autore

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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