
Chi vive con Dio è libero: libero da tutto ciò che oscura la vita, rendendola vuota e senza senso.
In una Parigi spesso additata come il bastione del secolarismo illuminista, lo “Stade de France” di Saint-Denis si è trasformato, nella notte del 25 settembre 2026, in un suggestivo cenacolo a cielo aperto.
Il contrasto visivo è stato imponente: il buio della grande arena periferica, storicamente consacrata ai riti del calcio e della musica di massa, è stato trafitto dalle migliaia di fiammelle sorrette dai giovani giunti da ogni diocesi transalpina. In questo scenario vibrante di canti e silenzio orante, Papa Leone ha pronunciato una meditazione di profondo spessore spirituale e culturale, elevando la parola di San Paolo a fiaccola destinata a illuminare la coscienza della gioventù e il cammino dell’intera Chiesa. Collocando l’evento nel solco dei grandi raduni giovanili, il Pontefice ha richiamato l’epistolario paolino indirizzato al «figlio nella fede» Timoteo, riaffermando con vigore che Dio rimane il Signore della Storia.
Il Santo Padre ha esortato i fedeli a riscoprire la propria identità di uomini e donne legati a Dio, trovando nella relazione con Gesù la vera fonte della libertà. Leone XIV ha invitato i presenti a percorrere la via della santità attraverso tre azioni fondamentali: evitare il male e l’egoismo, tendere alle virtù cristiane e combattere la buona battaglia della fede. L’intervento ha sottolineato che la vera libertà non consiste nel possesso materiale, ma nella scelta coraggiosa del bene, capace di dare vita e di promuovere la giustizia e la fraternità.
Il Santo Padre ha ricordato, come Timoteo, che essere uomini e donne di Dio “ significa un legame non un possesso”.
Chi vive con Dio è libero: libero da tutto ciò che oscura la vita, rendendola vuota e senza senso. E quindi rivolgendosi sempre ai Giovani di Francia, il Pontefice li ha invitati a portate nel cuore un immenso desiderio di libertà, la cui vera fonte è Gesù.
“La compagnia del Signore, infatti, dà saggezza ai nostri progetti e bellezza ai desideri che portiamo nel cuore”.
Il Papa ha invitato i giovani ad evitare l’orgoglio, la vanità, la violenza e l’avidità (cfr 1Tm 6,4.10). Tutti sentimenti che ci afferrano e possiedono. L’egoismo che li caratterizza – ha affermato il Santo padre- nasconde una spaventosa solitudine. “Per gustare la vicinanza di Dio e la fraternità umana occorre dunque respingere quella bramosia che consuma le relazioni senza donare, che si riempie di cose senza nutrirci. Un tale stile di vita spinge ad avere tutto, ma a non essere nessuno; a ricevere una quantità di like, ma restando soli con sé stessi.”
Occorre invece tendere «alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza» attraverso un cammino di santità.
“Man mano che avanziamo in questo cammino di santità – ha ribadito il Pontefice – diventa chiaro che non basta evitare il male: bisogna scegliere il bene. Non si tratta di un principio astratto, né di un’affermazione ovvia: scegliere il bene è l’azione propria della libertà, compiendo la quale essa stessa si avvera, si corregge e matura. Il bene dà la vita, non la toglie mai; il bene si prende cura, non prende per sé. Il bene non è un bel concetto, ma il volto raggiante dell’amore: è Dio in persona! Le virtù che San Paolo ci indica – ha precisato il Pontefice – come riflessi della sua bontà sono queste: la giustizia verso l’umanità; la pietà e la fede verso Dio; la carità con tutti; la pazienza verso chi ci fa soffrire; la mitezza che contraddistingue chi cerca la pace con animo puro.
Nel congedarsi dalla moltitudine dello Stade de France, Papa Leone ha lanciato un vibrante appello all’impegno ecclesiale e civile. Ricordando che il cammino di santità non è mai una solitaria avventura individuale ma un’esperienza comunitaria nutrita dalla litania dei santi e dal calore della Chiesa universale, il Pontefice ha esortato i giovani francesi a rifiutare ogni rassegnazione. Li ha invitati a farsi “artigiani di pace” e “luminosi testimoni” capaci di rigenerare le strutture sociali attraverso la freschezza del Vangelo.






